Una coalizione di associazioni per i Diritti Umani accoglie con soddisfazione le Osservazioni Conclusive del CERD sull’Italia.

Il CERD dell’ONU critica severamente il trattamento dei Rom e dei Sinti in Italia e fa delle raccomandazioni su come migliorare la situazione

Budapest, Firenze, Ginevra, Mantova, 10 marzo 2008: Oggi il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (European Roma Rights Centre, ERRC), Il Centro sui Diritti all’Abitare e contro gli Sgomberi (Centre for Housing Rights and Evictions, COHRE), OsservAzione e Sucar Drom accolgono con piacere le Osservazioni Conclusive del Comitato dell’ONU per l’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione Razziale (U.N. Commitee on the Elimination of all forms of Racial Discrimination, CERD) relative al modo in cui l’Italia mette in atto la Convenzione per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione Razziale.

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Nelle Osservazioni conclusive il CERD ha incentrato la sua attenzione in modo veramente significativo sulle questioni presentate dalla coalizione. In particolare il CERD ha espresso serie preoccupazioni sui molti casi di discorsi pieni di odio razziale rivolti contro i Rom da parte di politici, e sul ruolo dei mass media nello spargere tali messaggi contro i Rom. Il Comitato ha anche sottolineato la sua preoccupazione “per i rapporti che riferiscono maltrattamenti verso i Rom, in particolare verso i Rom di origine rumena, eseguiti da agenti delle forze di polizia durante i raid nei campi Rom, tanto più in seguito all’emanazione del decreto Decreto Legge 181/07 del novembre 2007 riguardante l’espulsione degli stranieri. (art. 5(b), la segregazione continua dei Rom e dei Sinti in campi nomadi; le ordinanze discriminanti e i segnali stradali che restringono la libertà di movimento dei Rom e dei Sinti in Italia. Infine il Comitato ha dato particolare rilievo al fatto che il Governo Italiano non ha riconosciuto i Rom ed i Sinti come minoranza e che non ha adottato una politica nazionale capace di migliorare la situazione di queste comunità in Italia.

Il Comitato ha quindi espresso una serie di forti raccomandazioni al governo italiano che, in gran parte, riflettono i rilievi posti dalla coalizione di associazioni. Per quanto riguarda i discorsi di odio razziale il CERD “raccomanda che lo Stato membro incrementi i suoi sforzi per prevenire le offese su basi razziali e i discorsi di incitamento all’odio, e garantisca che siano effettivamente implementate norme di legge per sanzionare questo genere di reati […] Raccomanda inoltre che lo Stato membro intraprenda azioni risolute per contenere ogni tendenza, specialmente se proveniente da politici, a stigmatizzare, stereotipare o indicare le persone sulle basi di razza, colore della pelle, lignaggio e origini nazionali o etniche, o a utilizzare propaganda razzista a fini politici.”

Ha anche raccomandato che i mass media vengano incoraggiati a “ giocare un ruolo più attivo nel combattere i pregiudizi e gli stereotipi negativi che portano a discriminazioni razziali e che vengano adottate tutte le misure necessarie per combattere il razzismo nei mass media.” Il Comitato ha richiesto inoltre che il governo italiano adotti un codice di condotta dei giornalisti.

Per quanto riguarda il metodo comune e sistematico che ha la polizia di maltrattare e di costringere con la forza i Rom che vivono nei campi ad allontanarsi, il Comitato si è raccomandato che il Governo italiano “adotti misure per prevenire l’uso illegale della forza da parte della polizia nei confronti dei Rom, e che le autorità locali intraprendano azioni più decise per prevenire e punire gli atti di violenza per motivi razziali contro i Rom o qualsiasi altra persona di origine straniera.” Inoltre il Comitato ha condannato la segregazione razziale nell’abitare e raccomanda che lo Stato membro agisca con fermezza contro provvedimenti locali che negano la residenza ai Rom e contro l’espulsione illegale dei Rom, e che smetta di sistemare i Rom in campi fuori dalle aree popolate, in luoghi isolati e senza accesso alla sanità o agli altri servizi base.

In fine, il Comitato si è rivolto al governo italiano perché “adotti ed implementi una politica nazionale, oltre che le necessarie misure legislative relative a Rom ed ai Sinti per riconoscerli come minoranza nazionale e per proteggere e dar forza alla loro lingua ed alla loro cultura” e “aumenti i suoi sforzi per favorire l’inclusione nel sistema scolastico di tutti i bambini di origine rom e per rimediare alle cause degli alti tassi di abbandono.”

La coalizione delle organizzazioni per i diritti umani aveva presentato al CERD un rapporto dettagliato sulla crisi dei diritti umani sofferta dai Rom e dai Sinti in Italia. Inoltre, per preparare l’incontro con il Comitato, sia il COHRE che i Servizi d’Informazione Antirazzisti – organizzazione con base a Ginevra – avevano provveduto a preparare gli attivisti Rom venuti dall’Italia nell’uso del Sistema dei Trattati Internazionali, e ciò era stato fatto con il pieno appoggio della Interchurch Organization for Development Cooperation (ICCO). I rappresentanti della coalizione avevano quindi presentato il rapporto direttamente al Comitato, durante la sessione di febbraio a Ginevra, e risposto alle domande dei Commissari. Il rapporto di ERRC/COHRE/osservAzione/Sucar Drom in italiano è consultabile su: www.osservazione.org e su www.sucardrom.eu

L’ERRC, COHRE, OsservAzione onlus e Sucar Drom si rivolgono ora al governo italiano perché renda effettive le raccomandazioni del CERD e metta subito fine alle violazioni dei diritti umani che avvengono con frequenza allarmante nei campi per Rom e Sinti in Italia.

Il testo completo delle Osservazioni conclusive in italiano è consultabile su: www.osservazione.org e su www.sucardrom.eu

Per ulteriori informazioni, contattare:

Tara Bedard, Coordinatrice dei programmi dell’ERRC, tara.bedard@errc.org

Claude Cahn, Direttore dell’Unità di Advocacy del COHRE, claudecahn@cohre.org

Piero Colacicchi, Presidente di osservAzione, pierocolacicchi@tele2.it

Bernardino Torsi, Presidente di Sucar Drom, sucardrom@sucardrom.191.it