Azioni e Iniziative Le attività che l'associazione mette "in campo": convegni, incontri pubblici, tavole rotonde, ma anche le azioni di advocacy e di contrasto verso le pratiche razziste e discriminatorie.

Audizione Senato della Repubblica

Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Audizione di rappresentanti di associazioni sulla condizione del campo rom di Giugliano (Napoli)

audizione-900x600
05 marzo 2014

L'audizione presso commissione straordianria per la tutela e la promozione dei diritti umani nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale: audizione di rappresentanti di associazioni sulla condizione del campo rom di Giugliano (Napoli)  - In collaborazione con  Festival del cinema dei diritti umani di Napoli 

Di seguito gli interventi di Maurizio DEL BUFALO, Francesca SAUDINO, Nuria SEFEROVIC

Maurizio DEL BUFALO, coordinatore del Festival dei diritti umani di Napoli, chiarisce l'urgenza della richiesta di portare all'attenzione della Commissione il "crimine nascosto" del campo Rom che sorge in località Masseria del Pozzo di Giugliano, all'interno di un'area fortemente contaminata perché sede di una discarica. Circa 400 persone vivono da più di un anno in quel sito, nell'area della "Terra dei fuochi", una delle zone simbolo del disastro ambientale campano.

Francesca SAUDINO, avvocato dell'associazione "Osservazione", ricostruisce gli eventi che hanno portato al trasferimento di 75 famiglie rom con moltissimi bambini nel campo di Giugliano. La comunità rom giuglianese si trovava precedentemente nella zona ASI del comune di Giugliano in Campania da cui è stata definitivamente sgomberata il 12 aprile 2011 a seguito di decisione della Procura della Repubblica di Napoli per motivazioni di carattere sanitarie-ambientali. Successivamente essa è stata dislocata in un campo considerato "provvisorio", attrezzato dall’amministrazione comunale in località Masseria Pozzo, dove sono presenti 384 rom, di cui 218 minori. Si tratta in particolare di un villaggio attrezzato di 224 persone realizzato dalla pubblica amministrazione a ridosso della zona ASI; di un piccolo campo abusivo posto accanto al villaggio, dove sono presenti 90 persone e di un campo non attrezzato di circa 70 persone sulla Circonvallazione Esterna, a ridosso dell’Hotel Giulia, con baracche di legno e muratura. Successivamente allo sgombero dell’area ASI del 12 aprile 2011, la comunità si è in gran parte trasferita nei pressi del centro commerciale Auchan. Per specifico ordine della Procura, il 4 ottobre 2012 la comunità rom ha abbandonato quel luogo e un gruppo di quasi 400 persone ha trovato una prima sistemazione temporanea su alcuni terreni di Lago Patria, nei pressi della Base Nato. A seguito delle rimostranze della popolazione locale, tra il 6 e 7 ottobre 2012 la comunità rom è stata costretta a spostarsi anche da quel luogo. Il 17 ottobre è stato convocato dal Prefetto di Napoli il Comitato provinciale per l’ordine pubblico. Infine, il 28 marzo 2013, con delibera del Commissario prefettizio è stato allestito il campo provvisorio attrezzato in località Masseria del Pozzo, nel quale si è trasferita gran parte della comunità rom allocata presso il centro commerciale Auchan. La persone rom che vi abitano, 384 di cui 218 minori, sono assegnatarie di piazzole ove hanno sistemato roulotte di loro proprietà. Il campo è dotato anche di alcuni container adibiti a toilette. II luogo dove si trova il campo è noto per la gravissima situazione ambientale. Si segnala l’Ordinanza del Commissario Regionale alla Bonifica, in cui si prevede l’"interdizione della coltivazione ad uso alimentare dell’Area Sud Est Masseria del Pozzo", poiché in base ai rapporti di prova sui campioni di terreno prelevati nella zona indicata come "Ampliamento Masseria del Pozzo", forniti dall’A.R.P.A.C., è emerso il superamento dei limiti di sostanze ammissibili relativamente alla presenza tra gli altri di berillio, stagno, zinco, arsenico, rame e piombo. Le autorità preposte, al momento della scelta del sito dove attrezzare il campo destinato alla comunità rom, lontano dai centri abitati per evitare problemi di ordine pubblico, non potevano non essere a conoscenza del rischio ambientale e del danno alla salute che comporta vivere in luoghi simili. Si sottolinea in tal senso l'alternarsi di dichiarazioni e comunicazioni di contenuto molto differente da parte dell'Asl Na 2 nei mesi immediatamente precedenti l'apertura del campo, in ordine alla possibilità di permettere l'insediamento abitativo in tale area. Se in un primo momento l'Asl Na 2 aveva dato parere preventivo favorevole, in un secondo momento i responsabili comunicavano alle competenti autorità che "da una più attenta analisi dello stato dei luoghi, poiché si tratta di un sito nel quale ricadono discariche che, allo stato, non sono ancora del tutto bonificate, e dal momento che la zona stessa è oggetto di studio da parte del Commissario delle Bonifiche, in via cautelativa, si invitano le SS. LL. a sospendere l'atto deliberativo n. 10 del 6 dicembre 2012" (relativo all'istituzione del campo). Salvo poi cambiare completamente parere il 16 aprile 2013 comunicando al Commissariato straordinario del Comune di Giugliano la riconferma del precedente parere preventivo favorevole rilasciato in data 6 dicembre 2012. In particolare si legge che il Commissariato straordinario ha riferito che "la campagna di campionamento effettuata di concerto con l'Istituto Superiore di Sanità sulle colture e gli ortaggi coltivati nella zona non ha dato allo stato nessuna preoccupazione per la salute umana, in quanto tali campioni risultano essere negativi per la ricerca di analiti inquinanti" e che "è stato realizzato nell'area "uno strato, spesso 30 cm, di materiale misto frantumato e rullato per l'isolamento del terreno vegetale ed installata una centralina fissa per il monitoraggio degli inquinanti ambientali, oltre a dotare il predetto campo di approvvigionamento idrico realizzato con un collegamento diretto alla rete idrica comunale". Si ritiene, infine, che nel caso di Masseria del Pozzo i criteri dell’abitabilità, della protezione alla salute, dell’accesso a un alloggio adeguato e sicuro, dell’ubicazione non siano stati soddisfatti in quanto il campo non soddisfa i criteri di adeguatezza previsti dal diritto interno e internazionale.

Nuria SEFEROVIC, abitante del campo Masseria del Pozzo, esprime la sua preoccupazione per le condizioni in cui è costretto a vivere e soprattutto l'angoscia per i tantissimi bambini sottoposti quotidianamente da un anno alle esalazioni tossiche che provengono dalla terra e dagli scarichi adiacenti al campo e ritiene necessario che la situazione sia tenuta sotto stretto controllo. vai alla pagina web 

La seduta integrale su radio radicale 

Leggi anche sul Manifesto l'artticolo di Ardiana Pollica