Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

L'invenzione degli zingari

La questione rom tra antiziganismo, razzismo ed etnicizzazione

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02 novembre 2015, di Sergio Bontempelli, da Iperstoria – www.iperstoria.it - Testi Letterature Linguaggi Numero VI - Autunno/Fall 2015

La questione rom tra antiziganismo, razzismo ed etnicizzazione

Prima dell’etnia. L’antiziganismo in età moderna

1. Rom e sinti: una storia lineare di persecuzioni?

Zingari e zingare pare che siano nati, in questo mondo, soltanto per esser ladri: nascono di genitori ladri, crescono in mezzo ai ladri, studiano da ladri, e riescono infine ad esser ladri fatti e finiti di tutto punto. La voglia di rubare e il furto stesso sono in loro qualità inseparabili che non si perdono se non con la morte. Cervantes, 1613.

Così l’autore del Don Chisciotte “descrive,” in una delle Novelle esemplari, le popolazioni “zingare” della sua epoca (quelle che oggi chiameremmo rom e sinte). L’epiteto di ladri, la convinzione che il furto sia una caratteristica tipica di questi gruppi, inscritta cioè nella loro identità più profonda (“che non si perde se non con la morte”), richiamano da vicino gli stereotipi ancor oggi diffusi su queste minoranze: tanto che non sarebbe difficile sovrapporre le parole di Cervantes alle dichiarazioni di politici, giornalisti e opinion makers dell’età contemporanea, anche degli anni a noi più vicini. Così, per esempio, nel 2007 l’allora presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini si chiedeva, sulle colonne del Corriere della Sera, “come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto” (Di Caro). Il settimanale Panorama, nel numero in edicola il 10 luglio 2008, presentava una lunga inchiesta sui rom con il titolo “nati per rubare:” un calco, sicuramente inconsapevole, delle parole di Cervantes (“nati per esser ladri”). E il leader della Lega Nord Mario Borghezio, nel corso di una trasmissione radiofonica, dichiarava nel 2013 che “la giornata internazionale dei rom si potrebbe ribattezzare festival dei ladri” (La Zanzara). Il parallelo con l’attualità non si limita al solo autore del Don Chisciotte. Sin dalla prima età moderna, i “cingani”/“zingari” sono stati oggetto di rappresentazioni negative in apparenza simili a quelle odierne: testi letterari, novelle, romanzi, ma anche opere pittoriche e artistiche hanno nel corso dei secoli descritto i rom come ladri, truffatori, imbroglioni o rapitori di bambini (De Concini 42-95; Raspanti; de Vaux de Foletier 225- 257; Piasere 2006). Il campionario di stereotipi, come si vede, non è poi così diverso da quello che ascoltiamo ogni giorno, veicolato dai mass-media e dal discorso pubblico. Il legame tra ieri e oggi è ben visibile, infine, nelle azioni delle autorità: i bandi dei sovrani di età moderna, che disponevano l’allontanamento dei cingani, richiamano da vicino le espulsioni dei rom stranieri negli Stati europei di oggi, o le ordinanze di molti comuni italiani degli ultimi anni (Bontempelli 2009b). Siamo di fronte insomma a una continuità storica in apparenza sorprendente: rappresentazioni collettive, discorsi di senso comune, persino atti amministrativi e normativi sembrano ripetersi immutati nel corso dei secoli. Rom e sinti appaiono così vittime di una persecuzione secolare, e di un’ostilità collettiva altrettanto “antica” e risalente (Impagliazzo 19-34). [CONTINUA LA LETTURA]

Sezione monografica " La 'realtà' trasnazionale della razza. Dinamiche di razzializzazione in prospettiva comparata"

A cura di Tatiana Petrovich Njegosh

Saggi/Essays Issue 6 – Fall 2015