Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

Ospitiamo con piacere il comunicato stampa sulla tendopoli comunale per rom a Cosenza

Gravi disagi e evidenti violazioni di legge osservabili all’interno della tendopoli allestita per la comunità Rom sfollata forzosamente dall’accampamento di Vaglio Lise.

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17 luglio 2015

Le organizzazioni e le persone firmatarie del presente comunicato intendono esprimere la loro più viva preoccupazione in merito ai gravi disagi e alle evidenti violazioni di legge osservabili all’interno della tendopoli allestita per la comunità Rom sfollata forzosamente dall’accampamento di Vaglio Lise. In seguito ad una visita effettuata lo scorso 10 luglio 2015 è stato possibile constatare più direttamente, anche mediante la presenza di  medici volontari, le precarie condizioni di vita in cui versa l’intera comunità Rom e , in particolare, le persone in essa più vulnerabili: bambini ed  anziani. Si osservano disagi e problemi di ogni genere, che il caldo torrido di questa estate amplifica ulteriormente.

Per cominciare, nelle tende dell’accampamento è difficile sostare per più di pochi minuti considerata l’elevata temperatura interna, che le rende di fatto inabitabili nelle ore diurne. Se non proteggono dal sole, esse non proteggono neanche dal freddo notturno e dalla pioggia: facilmente si allagano, come già è accaduto. I singoli nuclei familiari, sistemati al loro interno, sono poi separati semplicemente da un lenzuolo, cosa che rende impossibile ogni forma di intimità familiare. Le brandine fornite sono pressoché uguali a quelle che di solito si utilizzano per prendere il sole sulla spiaggia: si tratta di lettucci da campo, inservibili per tutti. Le docce disponibili forniscono per buona parte della giornata solo acqua fredda. I fornelli per la cottura dei cibi sono 14 per 450 persone e funzionano in modo alternato, a motivo della periodica mancanza di corrente elettrica. Nessuna possibilità di installare un frigorifero che permetta la conservazione di alimenti o medicinali specifici. Non stupisce, pertanto, che a fronte di queste condizioni di vita sono tantissimi i casi di bambini affetti da febbre, dissenteria o altre patologie direttamente legate all’assenza di dotazioni minime essenziali. 

Sembra insomma che la comunità Rom sia stata ‘parcheggiata’ nell’area e sottoposta a quotidiana sorveglianza, in condizioni che fanno a pugni col più elementare rispetto della dignità umana e di fronte alle quali non si esclude di ricorrere legalmente in ogni sede opportuna. Evidentemente si tratta a tutti gli effetti di una soluzione segregante, effettuata su base etnica, in aperto contrasto con la Direttiva UE 2000/43 sulla parità di trattamento. 

Si sottolinea inoltre che gli abitanti della tendopoli chiedono da oltre due settimane un incontro urgente con il Sindaco per discutere tali disagi, anche perché nessuno è stato fin qui informato delle operazioni in corso, così come prescrive, invece, il diritto internazionale in materia di sgomberi. Tale richiesta, avanzata da oltre 200 persone, è stata formalmente protocollata presso l’ufficio di gabinetto del Sindaco e tuttavia da oltre due settimane non si è avuto alcun riscontro, mentre la situazione richiede che si intervenga con la massima urgenza, a sostegno soprattutto dei più vulnerabili (cardiopatici, donne incinte, ecc.), che necessiterebbero di un immediato trasferimento al di fuori della tendopoli. 

Infine, non è stato comunicato come, e attraverso quali risorse, verrà garantita l’effettiva temporaneità della permanenza nella tendopoli attraverso l’attuazione di adeguate misure di inclusione sociale, la cui assenza non potrà che esacerbare le tensioni all’interno della cittadinanza e la precarietà materiale e sociale che già caratterizza i nuclei famigliari presenti nella tendopoli. E’ giunto invece il momento che ogni ente e ogni realtà agente sul territorio si assuma le responsabilità di propria competenza per garantire il rispetto dei diritti inviolabili della persona tutelati dalle normative vigenti, e per assicurare la necessaria coesione sociale. 

Auspichiamo in considerazione di ciò che il Sindaco intervenga prontamente, incontrando la comunità Rom e rimediando ai gravissimi inadempimenti fin qui riscontrati.

a cura di 

Sentiero Non Violento, Associazione San Pancrazio, Scuola del Vento, Ercolino Cannizzaro, Lav Romanò, MOCI Cosenza, Ass. La Spiega, Amnesty International Cosenza, Piccole Sorelle di Gesù, Circolo Culturale Popilia, Ambulatorio Senza Confini “A. Grandinetti” - Auser, Ass. La Kasbah.

Per approfondire qui

Ad oggi è stato presentato un esposto alla procura da parte di Fondazione Romanì .

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