Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

Attacco ai rom, attacco a tutti.

Quella di questi giorni è una dinamica sociale e politica già vista ed è necessario che ci sia una risposta generale sin da subito, prima che generale diventi l'attacco.

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30 novembre 2014, di Antonio Ardolino

Il nostro nuovo sito non è nato per seguire quotidianamente i fatti di cronaca, ma ci sentiamo di commentare subito i fatti di questi giorni nella periferia nord di Roma, perché sono emblematici di quello che sta succedendo in questo paese.

Una manifestazione nel piazzale di tre scuole superiori della periferia romana per dire “stop alla violenza dei rom” (letterale dallo striscione utilizzato). Le pagine di cronaca e di commenti sono già piene, ma noi vi invitiamo a soffermarvi su due aspetti in particolare. Il primo è l'evidente intreccio media-destra. Il Messaggero tre giorni fa usciva con un articolo che denunciava che "rom attaccano tre scuole, lanci di pietre contro gli studenti". Le scuole hanno categoricamente smentito già il giorno successivo. Ma venerdì il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile legata a Casa Pound, ha fatto lo stesso un presidio che poi è diventata manifestazione davanti alle scuole "attaccate", provando ad impedire ad altri alunni di entrare, come denunciano una delle Dirigenti Scolastiche delle scuole coinvolte. Come se non bastasse sia Il Messaggero che Il Tempo, riprendendo un gravissimo comunicato della Questura che sminuisce il presidio davanti all'entrata del campo, hanno criticato le associazioni che hanno denunciato la cosa, che invece è confermata anche dalle foto di chi era presente. Come vedete dalla foto che pubblichiamo, scattata intorno alle 8.00 di ieri dall'ingresso del campo di via Cesare Lombroso poco prima della manifestazione c'erano più di venti persone e già uno schieramento di volanti. Se non è “impedire fisicamente” lo è stato nei fatti, ed è gravissimo che parte della stampa continui a strumentalizzare e bisogna rispondere anche a chi sta sminuendo l'accaduto. Bisogna utilizzare tutti i mezzi necessari per denunciare le falsità e fermare una propaganda che diventerà azioni e che tra l'altro è anche vietata dalle leggi che si continua ad invocare che i rom debbano rispettare! Il secondo aspetto da approfondire è la ormai evidente capacità di aggregazione e visibilità che la destra romana, largamente intesa, riesce ad avere nei quartieri periferici, vista la totale assenza di mobilitazioni e discorsi alternativi. Dopo i fatti di Tor Sapienza, il presidio, più ancora della manifestazione, dimostra la sfrontatezza e la sicurezza che hanno ormai nel fare anche cose pesantissime come queste. Senza entrare, per ora, nel merito di questo dibattito, ci sembra necessario segnalare un tratto che contraddistingue queste presunte e reali situazioni di conflitto: i rom sono, al solito, il nemico più semplice da attaccare, attacco legittimato dal senso comune anti-rom ad essere sempre più esplicito e violento e, come altre volte nella storia passata e recente, sarà la chiave di volta per poi fare attacchi più larghi e generalizzati, come dimostra la prevista manifestazione di Torino, a Mirafiori.

Ecco, chi vuole comprendere e mobilitarsi sui conflitti nelle periferie delle grandi e medie città non può ignorare questa triangolazione che vede i rom come bersaglio di movimenti di estrema destra, che si appoggiano su una stampa e altri poteri forti della città. E' una dinamica sociale e politica già vista ed è necessario che ci sia una risposta generale sin da subito, prima che generale diventi l'attacco.