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"Bimbo rapito dai rom", se una leggenda vale di più di una smentita della Questura

schermata messaggero
25 novembre 2014, di Carlo Maria Miele, da http://www.glistatigenerali.com/

Riceviamo e pubblichiamo con piacere l'articolo del giornalista Carlo Maria Miele

Nel post, pubblicato martedì alle 7.45 del mattino, si leggono i dettagli del fatto di cronaca.  La ricostruzione di quanto accaduto viene affidata alla vittima, la mamma, che racconta il dramma vissuto:

«Erano le quattro del pomeriggio volevo uscire con i bimbi. Ho messo il piccolo sul seggiolino e siamo andati in cortile. Poi mi sono accorta di aver scordato il giubbotto del più grande e sono risalita in casa. A quel punto mio figlio più grande ha iniziato a gridare. Sono uscita e ho visto quell’uomo che aveva già aperto la cintura del seggiolino e stava per prendere Andrea (…) Ho urlato a squarciagola. Lui, dopo avermi minacciata di spararmi in testa, è fuggito su un furgone».

La notizia gira rapidamente sui social, e viene ripresa da altri organi di stampa. Su qualche testata meno scrupolosa del Messaggero (incredibile a dirsi, ne esistono) non si parla nemmeno più di “tentato rapimento”, ma più semplicemente di “bambino rapito dai rom”.

Il fatto che quella dei rom ladri di bambini sia, notoriamente, una leggenda metropolitana dura a morire, così come il particolare che in passato notizie analoghe si siano sistematicamente rivelate fasulle non turba chi scrive né chi condivide la notizia.

A incrinare, in minima parte, le certezze di cui sopra è solo un comunicato della Questura di Roma, che arriva sempre martedì, a metà mattinata, dove si legge tra l’altro che:

“L’uomo responsabile del gesto e la madre del piccolo si conoscono da tempo, avendo coabitato in uno stabile occupato per diverso tempo. Tra le ipotesi investigative emerse, pertanto, vi è anche quella che il tutto sia avvenuto in quanto l’uomo ritiene di poter vantare diritti di paternità sul neonato”.

Rettifica?

A questo punto la vicenda accaduta sabato pomeriggio a Tor Tre Teste acquista contorni diversi.

Il presunto rapitore e la mamma del piccolo si conoscevano molto bene, avendo convissuto a lungo in una casa occupata. Una delle ipotesi prese in considerazione al momento è che da quella relazione possa essere nato il bambino che sabato l’uomo ha provato a riprendersi con la forza. In questo caso ci si troverebbe di fronte a un conflitto tra ex compagni e relativo alla potestà genitoriale sul bambino.

In attesa di conferme, la sola cosa certa è che quello avvenuto sabato a Tor Tre Teste ha poco o nulla a che fare con la ricostruzione fatta in un primo momento dalla stampa.

E allora il Messaggero cosa fa? Invece di diffondere una vera e propria rettifica, come pure ci si aspetterebbe, il quotidiano pubblica un nuovo articolo, alle 13.11, in cui parla di “giallo”.

ROMA, GIALLO SUL TENTATO RAPIMENTO DI UN BIMBO A TOR TRE TESTE. L’ARRESTATO RIVENDICA LA PATERNITA’

Fonte: www.glistatigenerali.com