Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

Napoli: un villaggio per i rom con un bilancio sociale

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21 luglio 2010, di Domenico Pizzuti

Nel servizio pubblicato il 15 luglio su Repubblica Napoli in merito alle soluzioni per la sistemazione degli occupanti gli immobili dell’ex fabbrica Iri di viale Umberto Maddalena si faceva riferimento alla costruzione di un villaggio attrezzato per i rom del campo "nomadi" di via Cupa Perillo, sulla base di un progetto approvato da una delibera di giunta comunale con un finanziamento regionale di 9 milioni di euro. E’ un impegno meritorio del Prefetto Pansa con il comune di Napoli per il superamento del "campo" di via Cupa Perillo, e l’ inizio dei lavori per la costruzione del villaggio era indicato per dopo l’estate.
Come cittadino e volontario del “Comitato campano con i rom” per la promozione dei diritti e la salvaguardia della vita delle comunità rom a Napoli ed in Campania, abbiamo voluto verificare presso la Regione Campania la disponibilità effettiva del finanziamento di 7 (e non 9 ) milioni di euro deliberato dalla precedente Giunta Regionale per la realizzazione del progetto del Comune di Napoli. Dall’informativa ricevuta risulta che la somma in questione – insieme ad altri finanziamenti - è bloccata per rispondere alle esigenze del patto di stabilità in ragione del buco finanziario riscontrato dalla nuova amministrazione regionale; nei prossimi giorni si svolgeranno riunioni presso il Ministero (del tesoro) per il "piano di rientro” che consentirà di definire le risorse effettivamente disponibili dalla Giunta Regionale per l’anno finanziario in corso; ai principi di settembre sono previste le decisioni politiche in merito alla rimessa in bilancio o alla revoca dei progetti a suo tempo finanziati per le politiche sociali. E’ un percorso che non è solo formale o finanziario e su cui occorre aprire una discussione pubblica con le Istituzioni ed associazioni interessate e soprattutto con le famiglie rom del campo secondo gli orientamenti alla partecipazione più volte ribaditi dalla Commissione Europea per la formazione delle decisioni che li riguardano.
In primo luogo, a nostro avviso, si tratta di dar compimento al piano previsto dal Ministero dell’ Interno per gli interventi successivi al censimento - realizzato in Campania nei mesi di giugno-luglio 2008 (2784 censiti a Napoli e Provincia) - che prevedevano la chiusura dei campi non autorizzati, la realizzazione di villaggi attrezzati dotati dei servizi essenziali, l’avviamento al lavoro dei giovani e soprattutto la scolarizzazione dei minori nomadi che secondo il censimento anche a Napoli sono più della metà di coloro che vivono in questi insediamenti. Il progetto elaborato dal Comune di Napoli – di cui non siamo riusciti ad avere copia cartacea in nome della trasparenza amministrativa si fa per dire! - prevede la costruzione di due unità abitative con moduli monofamiliari per circa 200 persone (delibera Comune di Napoli n. 1261 del 30 luglio 2009), che non esaurisce le 565 persone censite nel campo spontaneo di Scampia. Avranno accesso ai nuovi insediamenti abitativi coloro che hanno il permesso di soggiorno, per cui è in atto sulla base dei dati del censimento, una verifica delle posizioni degli abitanti dei campi per il rilascio del permesso di soggiorno nell’ambito delle norme vigenti. 
In secondo luogo, si deve tener conto delle speranze suscitate con il censimento a cui le famiglie rom del campo hanno volontariamente cooperato, in vista di un risconoscimento legale e di una sistemazione abitativa vivibile, se si tiene conto delle precarie abitazioni (“baracche”) in cui un buon numero di famiglie ha vissuto per ventincinque anni e più senza servizi essenziali nell’indifferenza delle istituzioni e della popolazione circostante, e del degrado dell’area che abbiamo più volte denunciato anche per l’emergenza estate senza risposte effettive. Prima di prendere una decisione che riguarda la vita di donne e bambini nati in Italia e che frequentano da tempo gli istituti scolastici, invitiamo il Presidente ed i componenti della Giunta Regionale ad una visita in loco. 
Al di là di considerazioni ragioneristiche di bilancio, si tratta di una motivata scelta di civiltà a favore della vita delle famiglie che abitano il campo, di cui si è fatto promotore un Ministro leghista ed attuata dal Commissario straordinario per l’emergenza relativa agli insediamenti rom in Campania Prefetto Alessandro Pansa. Invitiamo il Presidente Caldoro in nome della legalità e civiltà, e della solidarietà sociale che caratterizza il suo pedigree politico, a rimettere in bilancio il finanziamento previsto per l’attuazione del progetto del Comune di Napoli, per dare compimento al piano formulato dal Ministero dell’ Interno e per cui personalmente, con il “Comitato campano con i rom” , siamo disponibili per ogni coerente collaborazione. 
Torneranno i conti, caro Presidente Caldoro, con un bilancio sociale!