Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

I rom vivono sulla discarica e ci nascono anche: cosi

A Bolzano la denuncia rivolta al sindaco: molte patologie tra i nati, forse colpa dei pesticidi

bolzano
01 gennaio 2007, di Nando Sigona, da Diario anno XI, n.21

Negli ultimi due anni otto bambini sono nati al campo rom di Castel Firmiano (Bolzano): quattro presentano gravi patologie, uno è morto a pochi giorni dalla nascita e in un caso si è avuto un aborto naturale a gravidanza avanzata. Se n'e' allarmata OsservAzione, associazione antidiscriminazione che ad inizio maggio ha presentato “Cittadinanze imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti in Italia (Edizioni Spartaco), che ha chiesto una verifica dello stato della bonifica dell’area dove sorge il campo, aperto dal Comune nel 1996 sopra un’ex-discarica di rifiuti come “soluzione provvisoria” all’indomani dell’incendio scoppiato presso il campo nomadi all’ex Vives. La presenza di pesticidi e sostanze altamente tossiche nella discarica, infatti, potrebbe spiegare la ricorrenza delle patologie. La possibilità è stata negata dall’ex-responsabile dell’Agenzia provinciale per l’Ambiente che ha escluso una correlazione tra malattie e discarica e ha affermato, riportano le cronache locali, “non ci sono sostanze così tossiche come i pesticidi”. Invece, secondo uno studio tecnico commissionato dal Comune di Bolzano alla H &T nel gennaio 2006, “nei ventisei anni di esercizio della discarica sono stati scaricati circa 250.000/300.000 metri cubi di rifiuti misti, urbani, industriali, artigianali nonché materiali di demolizione e di scavo” e che “nel 1950 si presume che siano stati scaricati anche anticrittogamici deteriorati dall’alluvione presso la marghesin di Lana”. Lo studio, inoltre, riconosce la necessità di fare fronte all’attuale situazione di rischio per l’ambiente e i residenti nell’area della ex-discarica “rimuovendone la cause”, considerando anche che “il livello di bonifica e di messa in sicurezza è rimasto quello degli anni ‘80” e quindi insufficiente rispetto a quanto richiesto dalla legislazione vigente e che l’incendio verificatosi nel campo rom nel 2004 potrebbe aver danneggiato la guaina impermeabilizzante costruita durante la bonifica.

Il riconosciuto rischio per la salute dei residenti e l’assurdità di un campo rom che era nato come provvisorio e che per la sua stessa esistenza ha reso impossibile ai residenti l’accesso alle case popolari, perché non veniva riconosciuta ai rom residenti il punteggio per l’emergenza abitativa né per il sovraffollamento, spinge Francesca Saudino, operatrice della coop. River Equipe e avvocato di OsservAzione, a chiedere che «sia fatta chiarezza a più presto sulla situazione e che siano prese le misure necessarie per garantire la salute dei residenti del campo rom e che a questi, finalmente, sia data la possibilità di accedere ad abitazioni dignitose in città come chiedono da anni».

La giunta comunale di Bolzano ha reso pubblica, per voce del sindaco Spagnolli, la decisione di “ verificare la situazione idrologica ed ambientale del “corpo rifiuti” presso la vecchia discarica di Castel Firmiano. Inoltre, il sindaco ha confermato l’intendimento dell’amministrazione di “voler procedere in maniera celere al suo smantellamento trasferendo quanto prima gli abitanti altrove in accordo con l’Istituto Provinciale per l’Edilizia Sociale. Le denunce, le proteste e l'eco avuta sui media sembra abbiano funzionato.

AGGIORNAMENTO GENNAIO 2007

"Avanti a ufficiali tedeschi ubriachi e danzanti, quei sinti con i violini suonavano un gingol ma col cuore piangevano lacrime" con queste parole e gli occhi lucidi il violinista sinto altoatesino Neves, durante la manifestazione 'Sintengre laidi' organizzata dall'associazione Nevo Drom per la Giornata della Memoria 2007, ha ricordato gli oltre 500.000 sinti e rom vittime dello sterminio nazi fascista. "Il lager di Bolzano, in cui molti sinti e rom furono deportati, funzionò dall'estate del 1944 fino al maggio 1954" ha raccontato Radames Gabrielli, il presidente di Nevo Drom che ha descritto anche come la persecuzione di rom e sinti non sia iniziata né finita col nazismo: "Nel 1300 fu l'abilità nel lavorare i metalli che indusse i principi balcanici a ridurre rom e sinti in schiavitù. Oggi basta vedere quanto ancora succede in Italia, anche qui a Bolzano, per capire che ancora esistono i campi di concentramento, i cosiddetti campi nomadi". A sottolineare il perpetrarsi delle discriminazioni relative a questi popoli è stato anche Piero Colacicchi, presidente di osservAzione, l'associazione che lo scorso anno condusse a Bolzano un'inchiesta-denuncia sul villaggio rom di Castel Firmiano e sulla discarica sottostante che, non essendo mai stata bonificata a norma di legge, risultava ancora potenzialmente pericolosa. "Nel mese di maggio il Comune si impegnò a eseguire un'indagine e a darne i risultati entro il 31 agosto, ma ad oggi nessun dato è stato ancora reso ufficiale" ha detto Piero Colacicchi, chiedendo perciò spiegazioni all'assessore comunale alle politiche sociali Trincanato presente in sala. "La città di Bolzano sta affrontando un momento molto difficile rispetto ai suoi campi sinti e rom. La Giunta si è posta come obiettivo lo svuotamento progressivo di entrambi, ma non è facile" ha risposto l'assessora, che non ha potuto dare rassicurazioni rispetto alla situazione del villaggio rom e ha così concluso "L'indagine finora svolta sulla discarica di Castel Firmiano è risultata insufficiente. Stiamo perciò svolgendo un'indagine ulteriore, di cui daremo i risultati al massimo entro marzo, per verificare anche l'ipotesi del rischio sanitario".