Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

Roma nun fa la stupida…

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22 giugno 2007, di Lorenzo Monasta e Nando Sigona

Dall’inizio di quest’anno, grazie alla rassegna stampa quotidiana di Stefano Montesi, stiamo osservando quello che succede a Roma più nel dettaglio.

Saremmo portati a pensare che nella capitale di uno Stato che ha fatto sue le leggi europee anti-discriminazione, ed ha istituito l’ufficio anti discriminazione razziale (UNAR), vi sia più rispetto per le minoranze e per i gruppi emarginati. Saremmo portati a pensare che in tale città non si attuino sgomberi che non offrano a famiglie intere abitazioni alternative, quindi sgomberi illegali. Saremmo portati a pensare che nella Roma di oggi non sia possibile rimpatriare a Sarajevo persone che sono scappate da lì oltre 20 anni fa [1] o che non ci hanno mai messo piede e che per tutti questi anni hanno vissuto a Roma, e che per negligenze istituzionali si trovano ancora in un limbo giuridico, quando da allora avrebbero dovuto aver riconosciuto il diritto d’asilo. Si tratta spesso di famiglie i cui figli, pur essendo nati in Italia, sono talmente apolidi da non avere neppure il riconoscimento di apolidia. Si penserebbe che in uno stato democratico nato dall’antifascismo, non si lascino per strada, in conseguenza di uno sgombero, anziani che erano stati rinchiusi in campi di concentramento fascisti, e a cui lo Stato non ha mai riconosciuto un risarcimento [2]. A che serve la memoria? A che serve ai sindaci di sinistra celebrare il 25 aprile?

In Italia non vi è il reato di accattonaggio. Eppure succede che a persone che suonano per strada vengano sequestrati gli strumenti musicali, come a Roma, ma anche a Milano, Verona, Brescia e ovunque le forze dell’ordine e le istituzioni ritengano di poter commettere abusi nei confronti di persone che, essendo ai margini, ben poco possono fare per contrastarli. I Rom vengono spesso accusati di sfruttare i loro bambini, come si accusavano i comunisti di mangiarli, senza pensare alla possibilità, nonostante il multiculturalismo sbandierato, di comprendere i diversi rapporti che intercorrono in altre culture tra genitori e figli. Gli abusi esistono. Esistono forse in misura maggiore in realtà emarginate, esistono però anche nelle famiglie italiane perbene. Certo, quando succede che il “mostro” sia uno di “noi”, non comprendiamo come quel signore insospettabile, gentile e che salutava sempre, potesse rivelarsi diverso dallo stereotipo di “mostro” che abbiamo in mente. Facile invece, con lo stereotipo di zingaro-ladro-sfruttatore di bambini, reprimere ogni Rom e Sinto, definiti in altri tempi razza criminale per natura.

I Rom vengono spesso accusati di borseggio. Ed è proprio un’azione anti-borseggio della polizia nella metropolitana di Roma che ha, invece, fatto sì che a musicisti Rom venissero indebitamente sequestrati strumenti musicali [3; 4]. Nelle città civili, i suonatori di strada possono ottenere un permesso temporaneo, pagando una piccola tassa al Comune. Questo consente di considerarla un’attività regolare, cosa a cui le amministrazioni italiane tengono molto, senza rendersi conto che sono esse stesse a violare i diritti fondamentali delle persone.

Veltroni, sterminali tutti e smettiamo di balbettare azioni senza pianificazione né senso. Riveliamoci per quello che in realtà abbiamo in mente. Se non si è in grado di trovare vere alternative al pensiero di destra che vuole gli zingari in altri luoghi ma non a “casa nostra”, che li vuole in campi di raccolta, che vuole i campi sorvegliati, che poi afferma che è contro i campi, lasciandoci con il dubbio che sia contro i campi attuali in cui è consentito ai Rom e Sinti di uscire. “Delocalizzare i campi”. Così, il consigliere comunale Schiuma di AN, facendo i complimenti al sindaco Veltroni, definisce la sua nuova politica [5]. Tuttavia c’è sempre qualcuno che si lamenta: delocalizzare va bene, ma non a Viterbo, come fa notare la senatrice Allegrini di AN[6] . E allora? Delocalizzare dove?

Se la sinistra italiana subisce il fascino dell’ordine, si lasci andare. Del resto, la crisi della social democrazia tedesca è stata ideale per l’avvento del nazismo. Smettiamo di trattare gli zingari come “pregiudicati” in modo informale. Che si faccia una legge in Italia che sancisca che gli zingari vanno perseguiti in quanto zingari, che si dica che vanno sgomberati tutti gli insediamenti di zingari e nomadi, e che si provveda a cacciarli una volta per tutte dal “nostro” Paese, o che vengano concentrati in campi di raccolta, sorvegliati e delocalizzati, dove si attiveranno percorsi di rieducazione – non è così che facevano anche i fascisti sessanta anni fa? – che in fondo sappiamo senza speranza, ma giusto per sentirsi buoni.

Il sindaco Veltroni, affermando che vi saranno altri sgomberi, dice: “Anche in questi casi cercheremo di fare in modo che l'impatto sociale sia ridotto al minimo e ricollocheremo coloro che ne hanno il diritto [7].” Chi stabilisce “chi ne ha diritto”, quando note organizzazioni che da anni lavorano con i Rom sostengono che tali azioni non hanno senso? “Anche in questi casi lavoreremo per far convivere le operazioni di sgombero con il sostegno agli esseri umani”. Come? È evidente che queste azioni colgono di sorpresa sia i Rom che il privato sociale che da anni collabora con il Comune. “Nel momento in cui queste persone arrivano nella nostra città diventano un nostro problema.” Queste persone? Queste “persone” si trasformano da persone in problemi. “Non è sostenibile una linea che dice ‘non devono stare in alcun luogo’. Mi auguro che ci sia un cambio di passo da parte di chi segue questa opinione”. Non comprendiamo se stia parlando del prefetto Serra, o del Vaticano per il quale in occasione del giubileo, Rutelli aveva fatto “ripulire” la città da buona parte di “queste persone”.

Del resto è un consigliere della Democrazia Cristiana a lamentarsi del fatto che le azioni di Veltroni non siano sufficientemente incisive e che nonostante le sue proteste [8], “i nomadi sono ancora lì e più di prima, con roulotte, camper e tende a occupare i 500 posti auto del parcheggio realizzato per il Giubileo del 2000”. Si lamenta che i romani per quel parcheggio, ora occupato da “nomadi abusivi”, debbano pagare. Dove parcheggeranno i romani?

Da tempo non pare vi siano molte differenze tra le politiche della destra e quelle della sinistra. Le uniche differenze sono nelle dichiarazioni, più interventiste della destra che vuole tornare ai campi di concentramento (o di “raccolta” come afferma l’ex vice premier Fini [9], che trovando dei sinonimi ci crea una certa confusione), più ambigue quelle della sinistra che tuttavia subisce l’ossessione della sicurezza e non è in grado di organizzare una pianificazione seria e sostenibile, che coinvolga i Rom, in realtà considerati incapaci di svolgere questo ruolo. La città di Veltroni sgombera senza alternative, sequestra strumenti di lavoro, rimpatria persone che hanno diritto al rifugio, smembra in questo modo famiglie già da sempre lasciate ai margini.

Il prefetto Serra afferma che i campi abusivi verranno smantellati . Sono abitati principalmente da cittadini romeni. La Romania è in Europa, e da tanto tempo molti dei nostri industriali hanno spostato là le loro produzioni. Anche questa si chiama “delocalizzazione”. Il lavoro costa meno. E spesso questi industrialotti discriminano i lavoratori Rom, ben consigliati dai romeni “etnici”. Agli italiani va bene così. Cosa importa dei costi sociali dell’unificazione europea? Prendiamone solo i lati positivi. Sfruttiamo il lavoro in Romania, lasciamo a casa i lavoratori italiani, che frustrati vedono gli stranieri come un pericolo. Cresce la fobia dell’altro e attecchiscono meglio i discorsi miopi di chi istiga al razzismo. E le frange emarginate di romeni che migrano in Italia? Vanno cacciati e repressi. O sfruttati sul lavoro anche qui, da cittadini “insospettabili” che si arricchiscono con il lavoro nero, ma sono dei nostri.

Di quale sicurezza e legalità parla Todini, capogruppo di AN al XX Municipio romano [11]? L’Italia non ha ancora riconosciuto la minoranza Rom e Sinta, nonostante le molte richieste e condanne di istituzioni europee ed internazionali. L’Italia, che ha generato l’infame fenomeno dei campi e che per questo ha ricevuto pesanti critiche internazionali, fa ora credere che i fautori dei campi siano i “nomadi” o gli “zingari”. Come in altri tempi si faceva credere che gli ebrei non si lavassero, dopo che erano stati rinchiusi in ghetti angusti e senza servizi.

A Roma si discute di campi abusivi e regolari, come se i campi regolari non fossero anch’essi lo stato d’eccezione imposto a gruppi minoritari privati dei loro diritti. Non esistono “campi nomadi” che possano sfoggiare l’etichetta di campi regolari. Lo Stato italiano non è in grado ad oggi di offrire sufficienti garanzie alle comunità Rom e Sinte per iniziare un serio lavoro partecipativo ed uscire da questa situazione, divenuta drammatica per la negligenza dello Stato.

Gli zingari vanno sorvegliati a priori. Gli zingari possono vivere in campi “regolari” privi di acqua e servizi, le cui abitazioni non rispettano alcun requisito di abitabilità. Nei campi Rom non c’è bisogno di mandato di perquisizione per entrare nelle abitazioni, né di tanti permessi per radere al suolo le case e sequestrare beni che le famiglie vi custodiscono.

A coloro che hanno a cuore la legalità, proponiamo un esercizio. Studiamo insieme la legislazione approvata dall’Italia. Sveliamo gli abusi e le negligenze istituzionali. Facciamo due conti su quanto hanno finora subito le comunità Rom e Sinte.

Ci chiediamo, infatti, per quale ragione ipocrita lo Stato italiano abbia firmato carte dei diritti e approvato leggi anti-discriminazione. Siamo preoccupati dell’abuso constante delle autorità e delle amministrazioni – di destra e di sinistra – sulle comunità Rom e Sinte. La miopia del pregiudizio fa pensare che riguardi solo “loro”, ma è un abuso che non può non riflettersi su ogni persona e su ogni diritto.

[1] NOMADI, SANT'EGIDIO: «MADRE ESPULSA E SEPARATA DA TRE FIGLI». Omniroma, gca 161948, 16 aprile 2007.
[2] CAMPO BOARIO,CAPODARCO: DOMANI SGOMBERO ROM,TRA LORO EX DEPORTATI. Omniroma, gca 022104, 2 aprile 2007.
[3]METRO, ACCATTONAGGIO E BORSEGGI: VIGILI IDENTIFICANO 50 NOMADI. Omniroma, rpu 221812 22 febbraio 2007.
[4] CONTRASTO MENDICITÀ INFANTILE, CONTROLLATI ROM IN METRO ROMA. ANSA, CRO S41 QBXL, 22 febbraio 2007.
[5] NOMADI, SCHIUMA(AN): BRAVO SINDACO, DELOCALIZZAZIONE È STRADA GIUSTA. Omniroma, red 061655, 6 marzo 2007.
[6] NOMADI, ALLEGRINI(AN): «VELTRONI NON SCARICHI PROBLEMI SU VITERBO». Omniroma, red 061211, 6 marzo 2007.
[7] NOMADI,VELTRONI:«NUOVI SGOMBERI,SI COMINCIA DA CAMPO VILLA TROILI». Omniroma, asv 061628, 6 marzo 2007.
[8] NOMADI, DESIDERI (DC): «SAXA RUBRA SGOMBERATA? TUTTA UNA FARSA». Omniroma, red 061456, 6 marzo 2007.
[9] NOMADI: FINI, PER ROM CENTRI DI RACCOLTA E CULTURA INTEGRAZIONE. Adnkronos, Rre/Col/Adnkronos, 14 aprile 2007.
[10] ROM, SERRA: «CAMPI ABUSIVI SARANNO SMANTELLATI». Omniroma, gmv 221223 22 febbraio 2007.
[11] SAXA RUBRA, TODINI (AN): «FINALMENTE DALLE PAROLE AI FATTI». Omniroma, red 231356, 23 febbraio 2007