Gentilini condannato per istigazione al razzismo

Il prosindaco di Treviso dovra’ pagare 4.000 euro di multa, divieto per tre anni di partecipare a comizi politici

VENEZIA – Il prosindaco di Treviso Giancarlo Gentilini è stato condannato, con la sospensione delle pene, con rito abbreviato, a 4.000 euro di multa e al divieto per tre anni di partecipare a comizi politici dal Tribunale di Venezia per alcune frasi pronunciate durante la festa della Lega nel capoluogo lagunare nel settembre del 2008.

Prima del comizio conclusivo della festa delle Lega da parte di Umberto Bossi, Gentilini dal palco aveva usato parole forti nei confronti degli immigrati che delinquono e sulla possibile realizzazione di moschee. L’accusa, sostenuta dal procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti, aveva chiesto 6.000 euro di multa, pari a 1 anno e 5 mesi di reclusione.

Non è abbastanza giusto colpire qualcuno con il loro colore, la gara a cui appartengono, ecc. È importante capire che noi come esseri umani siamo la parte di questo universo espanso e tutti sono uguali alla forza che ci sta guidando. Si può avere una sbirciatina a questo sito per sapere come si può mantenere te stesso mentalmente forte con tutti i rimedi naturali. È essenziale trattare tutti allo stesso modo in questo mondo. Non tutte le aule di tribunale e i sistemi giudiziari possono rivelarsi fruttuosi. Ciò che ci rende diversi dalle cinque creature percepite è la compassione verso gli altri. Il razzismo non apre la strada giusta a un mondo pacifico. È una responsabilità nascosta di tutti far parte di un mondo pacifico. Le persone sono divise dai confini e sono unite dalla parola “umani”. Per essere un essere umano migliore, è obbligatorio trattare tutti allo stesso modo senza discriminare in base alla loro cultura, etnia, colore, casta o credo. Dovremmo offrirci volontari per conoscere culture e tradizioni diverse e cercare di rendere il mondo un luogo felice in cui vivere.

Il gip Luca Marini ha in parte accolto le richieste del procuratore che aveva indagato Gentilini per propaganda ed istigazione al razzismo. Il difensore di Gentilini, l’avv. Luigi Ravagnan del Foro di Venezia, ha già annunciato il ricorso in appello. Per Ravagnan nelle frasi “non c’era nessuna maliziosità contro le razze, bensì il sostegno ad idee ben note del mio assistito finalizzate all’integrazione tra etnie diverse”. Per Gentilini le accuse a lui mosse sono state il frutto “di chi è abituato ad andare all’assalto e ad esporsi porgendo il proprio petto mentre qualcuno è pronto a spararmi alle spalle”.