Osservazioni Editoriali, notizie e analisi su ciò che accade dentro e fuori le nostre città; una raccolta di tutte le più ampie sfaccettature della discriminazione. Una prima fase di indagine, il punto di inizio del processo di ricerca azione.

Noi ci siamo

Eccoci di nuovo con una veste rinnovata, un nuovo sito e nuove energie, a pochi mesi dalla scomparsa del nostro amico e mentore Piero Colacicchi, instancabile anti-razzista e attivista per i diritti dei rom e sinti in Italia, che ha ispirato e guidato il lavoro di Osservazione sin dalla sua nascita nel 2005.

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25 novembre 2014, di Francesca Saudino, da Redazione

Eccoci di nuovo con una veste rinnovata, un nuovo sito e nuove energie, a pochi mesi dalla scomparsa del nostro amico e mentore Piero Colacicchi, instancabile anti-razzista e attivista per i diritti dei rom e sinti in Italia, che ha ispirato e guidato il lavoro di Osservazione sin dalla sua nascita nel 2005.

Quasi dieci anni fa, Osservazione ha contribuito ad introdurre il linguaggio dei diritti nel dibattito sulla condizione delle comunità rom e sinte in Italia; abbiamo prodotto e collaborato alla produzione di rapporti e denunce sulla situazione dei rom nel nostro paese, ad esempio con Il paese dei campi e Cittadinanze imperfette, alla raccolta di casi che poi hanno trovato spazio nei rapporti di organizzazioni europee e internazionali come l'ECRI e il CERD, abbiamo promosso azioni in giudizio per contrastare interventi xenofobi e razzisti, come la denuncia al leghista e sindaco di Treviso Gentilini, e al leghista e attuale sindaco di Verona Flavio Tosi, e abbiamo documentato la criminalizzazione dei rom romeni dopo l’allargamento dell’UE e la rappresentazione dei media in periodo elettorale per l’OSCEe sostenuto direttamente il percorso di presa di parola della leadership rom quando nel nostro paese questo sembrava ancora un miraggio irraggiungibile.

Negli ultimi anni Osservazione  ha lavorato un pò in sordina, continuando comunque ad essere presente nei contesti locali e nel dibattito politico e culturale: abbiamo prodotto il rapporto Segregare Costa, la prima ricerca che ha analizzato la spesa per i campi nomadi a Napoli, Roma e Milano, e abbiamo realizzato il progetto Star, un percorso di advocacy a Napoli; le nostre antenne locali hanno continuato a lavorare nel contrasto delle politiche di segregazione abitativa in particolare a Napoli e in Campania, a Roma, a Pisa, a Firenze e in tutta la Toscana, e a Bolzano e a Verona.

Ora si ripresenta con un nuovo sito e nuove energie. Perchè?

Ci siamo detti sempre che valeva la pena esistere finché ce ne fosse stato bisogno. E quindi ci siamo domandati se valesse la pena continuare ad esserci e contribuire al dibattito e all'azione sul tema dei diritti dei rom e dei sinti.

Dagli anni 90, quando abbiamo iniziato ad interessarci di queste tematiche, ma anche dal 2005, quando Osservazione si è costituita formalmente, le cose in Italia sono cambiate: ci sono molti più soggetti attivi e impegnati a contrastare le politiche discriminatorie e di segregazione abitativa, ci sono alcune norme e strumenti legislativi, c'è un associazionismo rom molto più articolato, ci sono state le ordinanze di emergenza del periodo Berlusconi ma anche le sentenze che ne hanno dichiarato la illegittimità, c'è la strategia europea e quella nazionale di inclusione.

Eppure il razzismo, istituzionale e non (i Forni di Massimilla, gli autobus separati di Torino, i Salvini) verso i rom non accenna a diminuire, e diverse amministrazioni locali (Roma, Napoli, Bari, ecc) continuano a progettare nuovi e mega campi e soluzioni temporanee, mentre rari e poco conosciuti sono i casi in cui si sono sperimentate altre forme di intervento.

In questo quadro in parte mutato vogliamo fare la nostra parte.

Crediamo che sia necessario continuare a lavorare affinché si superino i profondi e radicati pregiudizi che permeano i ragionamenti e gli interventi che interessano le comunità rom e sinte; crediamo che si debbano intensificare le azioni di advocacy per contrastare le politiche segreganti e marginalizzanti, soprattutto sull'abitare, anche utilizzando i seppur pochi strumenti legali a disposizione; crediamo che sia necessario fare un lavoro serio e accurato di documentazione e informazione, come avvenuto con Segregare Costa che ha sollevato la questione della spesa per i campi nomadi; crediamo che sia necessario sottrarsi dad ingaggi assistenziali, che identificano tutti i rom come bisognosi per definizione e perpetuano la dipendenza e l'immobilismo, dei rom come del terzo settore; crediamo che sia necessario incoraggiare il percorso di quanti fanno leva sulle proprie forze per uscire dalle condizioni di disagio, a costo di rinunciare agli aiuti pubblici e privati; crediamo sia centrale sostenere i giovani rom, che potranno essere i protagonisti del cambiamento nei rapporti con le associazioni e le istituzioni gagè e all'interno degli stessi gruppi rom, dando finalmente vita a esperienze di mobilitazione politica indipendenti da ricatti e condizionamenti, il cui orizzonte non sia limitato alla scelta di un luogo più segregato ma meno pericoloso.

Proveremo a fare del nostro meglio, spingendo ancora più in avanti le battaglie e la riflessione sul tema dei diritti, quelle dei rom e degli altri gruppi emarginati, che sono la vera misura dei diritti di noi tutti.